domenica 25 maggio 2014

UNA SCAPPATA A VENEZIA


Ci sono stata per la prima volta in occasione del weekend lungo del primo maggio. Non volevo spendere centinaia di euro per soggiornare l’intero fine settimana, quindi, abitando a poche decine di km da Milano, ho optato per un A/R in giornata.
I servizi rapidi di Trenitalia ultimamente offrono soluzioni davvero interessanti. Se siete di Milano e programmate la vostra gita alla città sull’acqua, di sabato, sappiate che, in due, spenderete meno di 38 euro a tratta.
Ho deciso di prenotare il treno, nonostante quella settimana le previsioni non fossero così rassicuranti. Ma, se quelli erano giorni disponibili, perché aspettare?
La verità è che se anche la pioggia non avesse fatto la sua parte, probabilmente non starei qui a scrivere il post e continuando a leggere ne capirete le ragioni.

Forse avevo riposto troppe aspettative sulla Serenissima.
Non solo. E’ stata la prima città che ho deciso di visitare senza raccogliere informazioni, consigli e dritte.
Nella mente solo flash di scene di film e una frase: “la città degli innamorati”. La chiamano così perché non esistendo automobili, permette delle lunghe e romantiche passeggiate, avvolti solamente dal rumore dell’acqua che bagna le sue rive.
Ma cosa ci fa una cinica, disillusa e pragmatica trentenne nella città degli innamorati? :-)
Ve lo dico io: apprezza e scopre la vita quotidiana di Venezia.

Squarcio della vita a Venezia
Vi siete mai soffermati, per esempio, sulla prima immagine che incontrate appena usciti dalla stazione? La piazza e poi…l’acqua. Il canale che scorre tra le case, i bar, i tabaccai, le banche, i negozi.
Se come me, da studenti avete passato il 50% delle vostre giornate sui treni, soffermatevi a pensare. Quante volte scesi alla vostra fermata e usciti dalla stazione avete visto l’acqua? Quante volte avete preso la barca o il pullman/traghetto per raggiungere casa?

All'uscita della stazione
Venezia è la città delle favole, altro che degli innamorati. E’ la città immaginaria che disegnano i bambini. Quella che ci raccontano nelle fiabe.
Eppure esiste davvero.
Esiste un luogo dove l’impiegato, il commerciante, l’operaio, il fruttivendolo, il medico, l’avvocato rientrano a casa galleggiando. In cui, al posto del garage, le famiglie hanno la rimessa per la barca. In cui al posto dei gradini, poco più in basso dall’uscio di casa scorre acqua.

 


Le ore per visitarla non erano moltissime. Ho voluto dare a spazio all’essenza della città. Alle viuzze, anzi, scusate…ai Calli (a Venezia non esistono vie). Alcuni sono talmente stretti da permettere il passaggio di una sola persona, non in sovrappeso!

Tipico Calle veneziano
La pioggerella a intermittenza ha accompagnato tutta la camminata verso le tappe obbligate della città, Ponte di Rialto e Piazza San Marco.
Durante il percorso ho incontrato il caratteristico mercato del pesce che è diventato talmente folkloristico da attirare, al suo interno, esibizioni live di musicisti di strada.
Vuoi mettere, comprare una bella spigola allietata dalle regali note di un violino? ;-)
Anche questo è Venezia.

Squarcio immediatamente dietro il mercato del pesce

L’approdo a Piazza San Marco è mozzafiato. Un concentrato di architettura, natura e operosità (impossibile non essere attratti dall’imponenza delle navi da crociera che stazionano nei pressi) in meno di 200 metri di lunghezza.
Due giornate vanno rigorosamente riservate al giro delle isole che si affacciano sulla Piazza e alla visita del Palazzo Ducale e della Basilica.
Con un paio di gite A/R in giornata, sarà possibile programmare tour più dedicati ed evitare i problemi delle code all’ingresso che sottraggono tempo prezioso al giro della città.

Piazza San Marco sotto la pioggia


L’ora del rientro è quasi prossima. Le lunghe camminate tra i Calli e l’abbondante colazione consumata appena arrivata, hanno fatto sì che saltassi il pranzo. La pioggia comincia a farsi insistente.
Avvicinandomi alla stazione, l’acqua diventa prepotente. Il rifugio sotto il quale mi riparo è il migliore che potessi trovare.
Un localino di non più di 10 metri quadrati con un bancone, una tenda all’esterno e una botte di vino al posto del tavolino.
Due giovani “fiòli” veneziani al banco, tanta gente del posto a sorseggiare bicchieri di vino e i paninetti più gustosi che io abbia mai assaggiato.
Con solo un euro è stato possibile degustare la merenda più caratteristica dei pomeriggi della gente di Venezia: un bicchierino di ombra (come la chiamano loro) e un panino farcito a piacere con abbinamenti peccaminosamente sfiziosi: carciofini e pancetta, speck e formaggio, mortadella e peperoni, lardo e funghetti.

Bacareto da Lele...La merenda più buona di Venezia

Col palato soddisfatto e i capelli un po’ umidicci, saluto i miei estemporanei amici di merenda e proseguo. Sono poche le centinaia di metri che mi separano dalla stazione, ma la pioggia è a dir poco abbondante e il mio treno sta per partire.
Chiudo l’ombrello, metto il cappuccio del k-way e faccio la corsa più impantanata della mia vita. Una cascata d’acqua che in pochi minuti invade l’interno delle scarpe, che fino a quel momento avevano fatto la loro porca e asciutta figura.
Chissenefrega delle scarpe bagnate, dei capelli increspati, dei jeans impantanati, dei calzini messi ad asciugare sul treno del ritorno.
L’acqua è il simbolo di Venezia, è la sua anima.
La pioggia è stato il suo saluto ad una scettica turista, che pensava di approdare in uno dei set cinematografici più gettonati al mondo e che invece si è ritrovata nella realtà più fiabesca che esista.

Vetrina con i caratteristici abiti del carnevale veneziano
L'immancabile immagine delle gondole







mercoledì 23 aprile 2014

ARRIVA UN BASTIMENTO CARICO CARICO DI...LIBRI!


Cade ogni anno il 23 di aprile ed è l'occasione in cui, in tutto il mondo, si esaltano il piacere per la lettura e il contributo che gli autori danno al progresso sociale e culturale dell'umanità: E' la Giornata Mondiale del Libro.

La scelta del giorno ha ragioni specifiche: proprio il 23 aprile del 1616 sono morti tre importanti scrittori: lo spagnolo Miguel de Cervantes (1547-1616), l'inglese William Shakespeare (1564-1616) e il peruviano Inca Garcilaso de la Vega (1539-1616). (Per la precisione Cervantes e Garcilaso de la Vega sono morti il 23 aprile secondo il calendario gregoriano mentre Shakespeare è morto il 23 aprile secondo il calendario giuliano, all'epoca ancora in vigore in Inghilterra, e quindi dieci giorni dopo).

I festeggiamenti trovano origine in una tradizionale manifestazione Catalana: la fiesta de Sant Jordi (San Giorgio, i libri e le rose), che si tiene, ogni 23 aprile, a Barcelona. L'usanza vuole che in quel giorno ogni donna regali un libro ad un uomo, il quale ricambierà il gentil dono con una rosa.

In occasione di questo affascinante evento, la rivista Leggere organizza, per il quinto anno consecutivo, UNA NAVE DI LIBRI PER BARCELLONA: una crociera letteraria che partirà il 19 aprile da Civitavecchia con destinazione il capoluogo della Catalogna, proprio per assistere in prima persona ad una Barcelona che si trasforma in enorme libreria/negozio di fiori a cielo aperto.
Durante la navigazione si alterneranno eventi, spettacoli, reading, presentazioni di libri con la partecipazione e il coinvolgimento di numerosi scrittori.


La Giornata Mondiale rappresenta un’occasione per sottolineare l’importanza del libro nella nostra vita e per far riflettere sulla situazione degli autori e dell'editoria. Un’opportunità, soprattutto in tempo di crisi, per ribadire che la promozione della lettura è un obiettivo concreto per la crescita economica e lo sviluppo della democrazia. 

lunedì 21 aprile 2014

NUOVE FORME DI TUTELA GIURIDICA PER I PROFESSIONISTI DELLO SPETTACOLO...SEGNI DI SPERANZA.

Il mio articolo su Daringtodo.com dedicato alla nuova legge per la tutela dello spettacolo dal vivo: 

Ora, più che mai, lavorando a stretto contatto con gli artisti che calcano il palco del Teatro Rosmini, mi rendo conto di quanto queste leggi siano importanti e auspicabili per tutte quelle figure che contribuiscono ad allietare i nostri momenti di svago, ad arricchire lo spirito e a farci emozionare.
Incrociamo le dita e speriamo che le novità normative possano ben presto estendersi a tutto lo stivale.




LA MIA ESPERIENZA VERSILIESE ANCHE SU DARINGTODO.COM: SPUNTI E CONSIGLI DI VIAGGIO

Ecco un altro link, dove poter trovare spunti e consigli su un'indimenticabile esperienza versiliese. 
A breve arriveranno ricchi racconti su Venezia... ;-) Stay tuned!






domenica 13 aprile 2014

E' NATA UFFICIALMENTE LA NUOVA COLLABORAZIONE CON DARINGTODO.COM...CONTENTA ED EMOZIONATA.

E' toccante e doveroso allo stesso tempo condividere, con voi che mi leggete, l'emozione di questa nuova avventura.
E' doveroso perché tutto è partito grazie al blog e alla voglia di scrivere, di raccontarvi e di condividere.
Entro in punta di piedi in una realtà giovane e dinamica: DARING TO DO
Un magazine dedicato al bello a 360°. All'arte, allo spettacolo, al divertimento, alle passioni, per non farci mai dimenticare quanto sia importante nutrire l'animo e la mente di piacere.
Ecco il primo articolo in assoluto, dedicato alla rapper-MC più fascinosa del momento, Ana Tojioux:

http://www.daringtodo.com/lang/it/2014/04/12/ana-tijoux-mamma-rapper-e-superstar-con-1977-hit-di-breaking-bad-e-fifa-11/


mercoledì 12 marzo 2014

VIAREGGIO: PROFUMO DI MARE, STILE LIBERTY ED ECLETTICO, DOVE IL CARNEVALE E’ COSA SERIA



Quando dall’unione di due delle mie più grandi passioni (viaggiare e intervistare) nascono ricordi emozionanti di un’esperienza inedita, io non riesco a trattenere le penna, anzi la tastiera.
Raccogliere così tanta ricchezza di storie e racconti da parte dei viareggini doc e non diffonderla, sarebbe davvero un crimine contro i principi di progresso spirituale della società.
L’occasione è stata quella del Blogger Tour, organizzato da Serena di Wishversilia, che mi ha dato la possibilità di conoscere, anzi di vivere per tre giorni, Viareggio.

Quando tu approdi in questa modesta cittadina versiliese, dagli edifici in stile liberty e per certi versi eclettico (ci sono case che abbracciano un mix di stili contemporaneamente), dal lungo mare con i suoi storici bagni, dagli importanti centri industriali e artigianali, non riesci a renderti conto di quanto sia esplosiva e dirompente. Perché l’anima di Viareggio sono le persone, chi ci è nato, chi ci è cresciuto, chi ci è stato adottato.
All'interno della bottega della cartapesta
Carro vincitore del Carnevale 2014, di Alessandro Avanzini

Solo quando ti fermi ad ascoltare i racconti dei carristi impegnati tutto l’anno alla realizzazione delle opere d’arte che sfileranno al Carnevale, ti rendi conto che per le strade, tra i vicoli, sul lungo mare scorre una linfa vitale che non vede l’ora di esplodere.
I carri sono paragonati a dei veri e propri prototipi di formula uno!
Immaginatevi un piccolo palazzo di 20 mt di altezza, in grado di muoversi per opera di rigorosi progetti e controlli ingegneristici. Un piccolo mondo che, grazie al lavoro di artisti e artigiani della carta pesta, prende vita.
Nella Cittadella si respira aria di sfida, competizione, provocazione, i visi dei carristi in gara trasudano passione e tratti di astuzia.

Tributo a Freddy Mercury

Il Carnevale a Viareggio, però, non è solo disfida, è anche tripudio dei Rioni. E’ l’allegria e la liberazione detonante di chi, per una volta l’anno, sveste i panni delle abitudini ed esprime tutta la sua voglia di osare ed esagerare. Ed eccoti avvolta tra i profumi, le maschere, i suoni, le luci, l’atmosfera del Carnevaldarsena.
Viva la frittura di pesce!


Direttamente dalle cucine del Carnevaldarsena:
Peppa Pig con un polpo vivo in mano

















Viareggio sono i ricordi d’infanzia del titolare del bagno più antico della città, che ritorna con la mente ai tempi in cui Mina, Gino Paoli, Fred Buscaglione, Vittorio Gassman amavano allietare i turisti con le loro performance.
Sono i racconti degli aneddoti riguardanti gli amori nati in riva al mare, tra i bagnanti.
Perché per essere maestri d’accoglienza ci vuole innanzitutto anima e sentimento.


Le coccole del Bagno Nettuno





Viareggio è il caciucco di pollo che diventa pretesto per conoscere i lati più casalinghi di Giacomo Puccini e delle sue serate di bagordi col club della Boheme.



Caciucco di pollo



Viareggio il TeatroCanzone di Giorgio Gaber.


E’ la denuncia sociale e la satira politica che esprimono i carri (a proposito di denuncia, sapevate che negli anni ’70 fu redatto un rapporto della CIA sul Carnevale di Viareggio?).
Sono le 16 ditte artigiane impiegate nell’evento, le 300 maschere per carro, le 400.000 persone che accorrono alla manifestazione, i 141 anni di tradizione, la Canzonetta in vernacolo che fa sballare le statistiche italiane, incoronando i viareggini come il pubblico teatrale più attivo.
Burlamacco e Ondina, le maschere ufficiali viareggine




E’ l’espressione umana delle grandi faccione dei personaggi raffigurati nei carri, che durante la sfilata sembrano prendere vita e che, al termine, tornano in letargo nei loro hangar con il viso commosso di chi non vorrebbe che tutto finisse.
La stessa espressione che aveva la sottoscritta sulla via del ritorno da questa indimenticabile esperienza.

Il faccione di John Lennon a riposo nel suo hangar