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lunedì 21 luglio 2014

10 CONSIGLI PER UNA VALIGIA PERFETTA

Aspettando la mia valigia :-)
Sul web se ne trovano davvero a decine di consigli. Ma credo che ognuno di noi, sulla base delle personali esperienze di viaggio, sia in grado di suggerire delle dritte diverse da tutte le altre, che magari fanno proprio al caso vostro.
E se poi desiderate partire organizzatissimi, allora fate una raccolta degli innumerevoli consigli e preparatevi a diventare the best globetrotter dell’anno!

- Se programmate un viaggio oltreoceano il consiglio più prezioso che mi sento di darvi è quello di preparare una vera e propria lista con tutto quello che dovete portare. Nel momento in cui farete la valigia vi basterà depennare ogni singola voce per essere sicuri di non aver scordato nulla. Vi sembrerà un gesto maniacale, inutile e perditempo ma sono sicura che potrete ricredervi, soprattutto al momento di dover fare il riepilogo di ciò che avete messo nel bagaglio.
Altro vantaggio non indifferente della lista è la possibilità valutare con più metodo il carico e il numero di capi e di oggetti, per poter scegliere con maggior facilità quante paia di pantaloni portare, quante gonne, quanti vestiti, quanto intimo e così via.

- Se intendete viaggiare con un solo bagaglio, ricordate di riempirlo maggiormente da un lato, lasciando uno spazio profondo e capiente per inserire il beauty da bagno, evitando in questo modo di posizionare il beauty sopra tutti i capi e quindi di deformare la valigia al momento della chiusura.

- Per scampare il rischio che i prodotti da bagno si aprano inavvertitamente, versando creme, lozioni e profumi in tutta la valigia, abbiate l'accortezza di ricoprire il tappo o il cappuccio di ciascuno con un foglio di pellicola. (Per i più scrupolosi e maniaci come la sottoscritta, consiglio anche un sacchetto trasparente per ogni boccetta ;-) )

- Per evitare che le cinture rubino troppo spazio, disponetele totalmente srotolate sul fondo della valigia o sui laterali. 
Lo stesso potete fare con i capi lunghi (cappotti, abiti…). Disponeteli sul fondo, con i lembi che fuoriescono da entrambi i lati della valigia, riempite la stessa, e al termine, rivoltate verso l'interno i lembi rimasti fuori,così da evitare che subiscano troppe pieghe.

- Avete presente quei campioncini di prodotti che vi regalano in profumeria dopo aver strisciato la carta di credito per cospicue somme? E quei kit da toilette che ricevete ogni anno a Natale dalla vicina di casa? Esatto, proprio quelli che prendono polvere da anni sulla mensola del bagno o sul comò della camera da letto! Per viaggi brevi e magari in aereo (considerando i limiti sui liquidi), tornano utilissimi! Saranno i sostituti perfetti del vostro solito beauty.

- Perché riempire la valigia con palle di carta inutile e superflua? Per proteggere la forma delle vostre scarpe preferite, cosa c’è di meglio dei calzini e dei fantasmini arrotolati?

- Così come i calzini, anche gli slip e il resto dell’intimo si prestano benissimo ad essere inseriti per ultimi, in quanto si infilano senza problemi in qualsiasi spiraglio rimasto in valigia.

- Piccola raccomandazione rivolta soprattutto alle signore, che si sa, sono sempre più “freddolose” degli uomini. 
Su treni e aerei, soprattutto d’estate, l’aria condizionata è propinata senza ritegno. Prima di chiudere la valigia, ricordate sempre di mettere, sopra a tutti i capi, un golfino e una pashmina. Così facendo, all’occorrenza, vi basterà aprire la cerniera, infilare la mano in valigia e ritrovare il tepore.

- L’esperienza mi ha insegnato a non viaggiare MAI SENZA uno snack e una bottiglia d’acqua. Starete pensando: “ma come? Nell’era dei fast food, delle macchinette e della carrozza ristorante?”. Ebbene sì. 
Quando si viaggia, gli imprevisti sono davvero tanti e incalcolabili. Ho ancora vivo il ricordo di un treno, direzione Calabria, rimasto fermo per sei ore su un binario nascosto tra le campagne più incontaminate del centro Italia. 
Per far sì che un imprevisto rimanga solo un divertente ricordo, vi consiglio, quindi, di restare sempre muniti di acqua, un pacchetto di cracker e delle bustine di zucchero. 
Meglio qualcosa in più che qualcosa in meno. L'immancabile frase di mia madre, fa proprio al caso nostro: "eh va beh, se non serve a te, può servire a qualcun altro"

- Prima di augurarvi buon viaggio, un ultimo sincero suggerimento.
Ogni volta che preparate la valigia, tralasciate appositamente di portare un oggetto o un capo. Sarà il pretesto per comprarlo in loco e riempire la casa e gli armadi di utili ricordi.


Buon viaggio.

I molteplici utilizzi della nostra amata valigia :-)

venerdì 28 febbraio 2014

5 SEMPLICI MOSSE PER FARE LA VOSTRA PORCA FIGURA A CARNEVALE


Avete presente Mac Gyver quando, non avendo disponibile un pezzetto di nastro adesivo, attaccava i cavi elettrici tirando fuori dalle fauci un chewing gum? Ecco, in questi giorni, mi sono sentita così. Io, diversamente da Mac Gyver, non avevo nessuno da salvare ma la missione era comunque nobile: preparare la mise per l’incarico da reporter in maschera in occasione del Viareggio Blogger Tour.
“Ma come? - Devo vestirmi anch’io? E adesso come mi concio? Sono anni che non mi vesto per carnevale!” Partendo dal nulla e utilizzando quello che avevo in casa (a parte qualche oggettino very cheap comprato a pochi centesimi) ho dato vita ad una Peppa Pig di tutto rispetto.

1. Partiamo dagli accessori: naso.
Ho ritrovato in casa (la fortuna di avere come mamma una che vive nei e per i tessuti) rimasugli di feltro rosso utilizzato per gli addobbi del Natale scorso. Non è sempre così semplice trovarlo nella tonalità del rosa, allora ho usato quello che che avevo per creare lo scheletro del mio naso e poi l’ho ricoperto con stoffa rosa. (Ovviamente se riuscite a trovarlo già in tinta vi risparmiate un passaggio).
Ritagliando un cerchio e un rettangolo da cucire in modo tubolare, con un bel punto asola, realizzerete uno scheletro di naso da maialino da fare invidia.  Ricordatevi di forarlo ai lati per annodare l’elastico che ve lo terrà ben saldo in viso.






2. Per le orecchie.
In un negozio di giocattoli ho trovato quei cerchietti evergreen da diavoletto con le corna, che potete recuperare facilmente anche nei bazar cinesi o in quei classici negozietti che vendono gadget da addio al celibato/nubilato.
Tagliando le corna per fare orecchie meno appuntite, confezionando dei triangoli rosa e foderando l’intero cerchietto con la stoffa color maialino, otterrete delle orecchie very chic.




3. Vestiamo la maialina.
Il vestito è paradossalmente la parte più facile, un metro di pile rosso e un paio di tagli per modellarlo sul corpo saranno sufficienti a confezionare il mitico vestitino di Peppa Pig.



4. Braccia e gambe.
Data la stagione, in qualunque città voi decidiate di sfilare, sarà meglio trovare maglia e leggins color rosa per simulare braccia e gambe e proteggersi dal freddo.  Sarà più semplice di quello che pensate perché il rosa maialino è il classico colore che trovate sui banchi del mercato a prezzi stracciati…fa al caso nostro perché attualmente non è così trendy. :-)




5. I dettagli sono importanti.
Ultimi ritocchi per una maschera perfetta e per chi desidera grande comodità. Innanzitutto, truccate il viso in modo da esaltare gli zigomi con un bel blush rosa barbie e un rossetto rosso.
Poi, per potervi godere la giornata senza paturnie da “dove metto gli effetti personali”, prendete la borsa a tracolla più pratica che avete e rivestitela sommariamente con la rimanente parte del pile rosso. Avrete i vostri “must have” sempre a disposizione e a portata di mano senza però uscire dal personaggio.



Con questi cinque consigli la vostra porca figura alla sfilata di carnevale è assicurata. Buon divertimento!




mercoledì 10 luglio 2013

L’ASTUZIA PER SCONGIURARE LO STRESS DA LAVORO


Il copione è più o meno questo:

Non ho un momento libero… Sono incasinato… Ho mille cose da fare… Non riesco nemmeno più a fare la pausa pranzo… Devo fare sempre gli straordinari…

Ed ecco che poi compaiono bocca secca, difficoltà a digerire, dolori allo stomaco, mal di schiena e mani sudate; ma anche sonno disturbato, aggressività, frequenti gaffes, atti maldestri e diversi tic. E badate bene che non sto citando segnali a caso, sto elencando quelli che l'Ispesl (Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro) ha annoverato tra i sintomi per riconoscere lo stress negativo da ufficio.

Il punto è: dato che non è possibile prescindere dalle cause di stress (che nella maggior parte dei casi si manifestano nelle sembianze del nostro superiore, collega, vicino di scrivania, coinquilino d’ufficio) cerchiamo di evitarle queste cause.
Come?
Beh, per esempio ricordandoci che, come diceva un economista americano d’adozione e anche parecchio bravuccio, “è più importante fare la cosa giusta che fare bene qualcosa”.

Tradotto: nel nostro caso è più importante essere efficaci che efficienti.

Efficenza ed efficacia spesso vengono confusi.
L’efficacia si ha quando ci si è prefissati di raggiungere 10 e si raggiunge 15.
L’efficienza è quando per raggiungere 15 si sono impiegate 8 ore di lavoro e non 12.

Il concetto è il seguente: non gliene frega niente a nessuno dell’efficienza, o meglio, se proprio c’è qualcuno a cui può fregare, quelli sono la nostra coscienza e il nostro senso di responsabilità. Al capo non gliene frega nulla della vostra rettitudine, non gliene può importare di meno di avere a fine giornata una lista spuntata delle cose portate a termine.
E dunque al diavolo la costanza, la devozione alla precisione, la scrupolosità, la diligenza semplicemente fini a se stesse.

Ciò che si richiede sono risultati, esiti, frutti.
Pensate che allora sia il caso di lavorare per più tempo? No, non ci siamo.
Lavorare molte ore non significa necessariamente produrre risultati positivi, anzi si rischia di lavorare peggio ed in modo inefficace. In alcuni periodi dell’anno si è costretti a lavorare anche di notte e nei fine settimana con tanto di “colpo di reni” per raggiungere un obiettivo o rispettare una scadenza importante. Se il “colpo di reni” lo facciamo però tutti i giorni, rischiamo di essere un runner che con il passare del tempo perde la freschezza dei tempi migliori.

Se non state gestendo il vostro tempo lavorativo significa che è il tempo lavorativo che vi sta gestendo.

Preoccuparsi solamente dell'efficienza dimenticandosi dell'efficacia è un grande rischio. Si rischia di perdere il personale obiettivo da raggiungere e di ricevere tutto quello che di meno confortante e gratificante possa esserci nel proprio lavoro.

Insomma, ci vuole astuzia, basta solo applicarla nel caso concreto, al vostro lavoro, alle vostre problematiche sul posto di lavoro.
Ricordate, il furbo è sempre in un posto che si è meritato non per le sue capacità, ma per la sua abilità a fingere di averle. Ve lo dice una fessa.


mercoledì 5 giugno 2013

STARTUP, QUESTA SCONOSCIUTA...

Ultimamente e lasciatemi dire anche fortunatamente si sente parlare spesso di Startup. E vi dirò che sono stra-convinta che si tratti di una di quelle tipiche espressioni di cui tutti sentiamo parlare ma nei confronti della quale ci poniamo sempre con un po’ di perplessità.
La scena classica è “Ah sì, Startup…ma…in che senso?” Appunto, in che senso?

Cos’è una Startup? Perché ultimamente se ne parla tanto? Ma soprattutto perché me ne deve fregare di saperne qualcosa?
Lo dice la stessa traduzione dall’inglese all’italiano, Startup sta per avvio. E’ il momento in cui si dà vita all’impresa.
Quindi il momento in cui si ragiona sulle risorse tecniche disponibili, sulla definizione del metodo di “produzione”, sulle risorse umane necessarie, ma anche su studi di mercato con i quali si cerca di definire le attività e gli indirizzi aziendali.

Il termine fa ovviamente parte dei tempi che cambiano. Ogni periodo storico ha un suo lessico, le parole cambiano connotazione e significato in risposta al sentire comune. L'epoca e il clima di oggi sono quelli in cui i dubbi proliferano, l’incertezza e la sfiducia ci accompagnano quotidianamente, con il risultato che parole sterili e tecniche come "iniziativa d'impresa" vengono sostituite da altre più aspirazionali. Startup ne è un esempio.

Scomposta letteralmente, se ci fate caso, ha proprio un significato entusiasmante:
– START = inizio  UP = nel senso di positivo –
E se permettete io di UP ne so qualcosa... :-p

Sapete perché mi è venuta voglia di scrivere di Startup? Innanzitutto perché io, che non credo di avere tutte queste grandi capacità creative ed innovative, quando vengo a conoscenza di idee ed iniziative nuove e originali mi stupisco peggio di una bimba davanti ad uno spettacolo di magia. Questo perchè ci sono persone veloci, attente, brave a carpire le nuove esigenze della società e a cogliere l'occasione di arrivare tra i primi a soddisfarle.
Non solo.
Ho voluto scrivere di Startup perché effettivamente, forse, non ci si rende mai conto abbastanza di quanto questi slanci imprenditoriali possano essere un importante input di rilancio dell'economia del nostro Paese, da anni ormai un po' "sopito".
Un modo per smettere di lamentarci  per il fatto che il lavoro non ci cada più dall'alto e per cominciare, invece, a pensare che il lavoro ce lo creiamo noi.

Di esempi ne conosciamo parecchi. Da ultimo mi viene in mente uno dei tanti progetti caricati sul sito http://www.fieradellestartup.com. Si chiama Abili di sera ed è un'app che agevola le persone con disabilità a viversi più serenamente e liberamente un po' di sano relax.
Sapevate che esistono 780000 persone in Italia che per via delle cd. barriere architettoniche rinunciano 3 volte su 10 alla "serata" perché non sanno se i luoghi dove andare sono accessibili.
L'app non solo migliorerebbe la vita a queste persone ma, in un contesto di difficoltà economica come quello che stiamo attraversando, si porrebbe come incentivo ai consumi. Come si dice nel video, bar e ristoranti potrebbero recuperare 200000 milioni di euro senza contare l'ulteriore contributo apportato da accompagnatori.
Non possiamo sapere se poi, nella pratica i risultati saranno quelli annunciati ma già solo l'idea è da premiare.

Talvolta l'idea è sufficiente per il cambiamento. Se l'idea è buona ci pensano il crowfounding e gli sponsor a fare il resto.
Lo ha detto in tempi meno sospetti anche Mr Geox, presidente della famosissima e ingegnosissima marca di scarpe, "un'idea vale più di una fabbrica".

Un accenno, parlando di Startup, vorrei farlo anche ad un’altra iniziativa curiosa, quella del blog di Chiara Ferragni http://www.theblondesalad.com. Una trentenne bionda,  affascinante e con un carisma tale da arrivare a fare di un blog una vera impresa.
Creato nell’ottobre del 2009, ad oggi questo blog vanta 120000 visualizzazioni giornaliere, 850000 visitatori unici e 12 milioni di pagine viste al mese.
Non solo.
Da una semplice piattaforma, negli anni, è nata una vera e propria S.r.l. con tanto di collaboratori, risorse tecniche e continui investimenti in varie attività per farla crescere. Chiara da blogger è diventata influencer (come si definisce lei) e nel tempo è riuscita a creare una linea di scarpe, una di intimo e a diventare reporter e pubblicista.

Capite ora qual è il vero spirito che sta dietro il concetto di Startup oggi?
Credo sia lo stesso che accompagna tutti quegli eventi che ospitano progetti Startup. Lo stesso entusiasmo che anima organizzatori, crearori e diretti partecipanti della Fiera delle Startup.
Se, come me, dopo averne sentito parlare, vi siete incuriositi e desiderate assistervi, allora sono riuscita nel mio intento.

martedì 4 giugno 2013

GODERSI LA VITA CON MENO DI 10 EURO? SI PUO’!


- La parsimonia è la maggior ricchezza - recita un vecchio proverbio popolare.

Stiamo vivendo in un periodo in cui le parole sobrietà, morigeratezza, austerità la fanno da padrone.
Proprio l’ultimo esempio di low profile in ordine di tempo è quello della parata del 2 giugno. Niente cavalli, niente mezzi pesanti e niente frecce tricolori per osservare un giusto senso di moderatezza.
Questi sono i tempi del low cost che nell’era 2.0 si traduce in miriadi di siti dedicati alla raccolta di soluzioni e possibilità per vivere spendendo poco. Portali per la ricerca di voli e alberghi, siti che offrono l’immediato confronto di prezzi dei prodotti per una spesa ponderata e intelligente, piattaforme che t’illuminano sull’offerta del giorno, blog che ti propinano rimedi per risparmiare.
Ne esistono veramente molti, ma ieri, durante la preparazione della puntata di Tutorial, mi sono imbattuta in un sito che, sì, suggerisce soluzioni cheap, ma, diversamente da quelli visti finora, ti propone del sano e sacrosanto divertimento conveniente!
Il pensiero successivo è stato, non posso non condividere la scoperta con tutti i lettori del blog.

Un portale che lavora per noi selezionando e poi raggruppando per categoria svariate possibilità di piacere che coinvolgono tutti i cinque sensi. Suggerimenti per ascoltare buona musica, ballare, curare il corpo e l’anima, godere di spettacoli e di momenti di sport e tempo libero, tutto nella maggior parte dei casi senza superare il “deca” come cantava il buon Pezzali.
Il sito, nato da circa un anno, racconta insomma il consumo "intelligente" in diverse città d'Italia, sparse tra Nord, Centro e Sud.

Da premiare l’idea dei curatori del sito che hanno iniziato per soddisfare esigenze personali, a breve hanno ottenuto l’interesse degli studenti (storica categoria di squattrinati :-p), per poi arrivare a toccare la curiosità di tutte le fasce di pubblico, segno inequivocabile che il low cost è ormai una filosofia trasversale.
E allora, libero sfogo al relax salvaguardando il portafoglio! Ecco a voi il link: http://www.vitalowcost.it
E’ proprio il caso di dirvelo: Buon divertimento!