Non sono giornalista ma scrivo articoli - Avevo 4 in geografia ma amo viaggiare - Non sono DJ ma parlo alla radio - Sono dottoressa ma non curo pazienti
Ora, più che mai, lavorando a stretto contatto con gli artisti che calcano il palco del Teatro Rosmini, mi rendo conto di quanto queste leggi siano importanti e auspicabili per tutte quelle figure che contribuiscono ad allietare i nostri momenti di svago, ad arricchire lo spirito e a farci emozionare.
Incrociamo le dita e speriamo che le novità normative possano ben presto estendersi a tutto lo stivale.
Il contest è aperto a grandi e piccini di qualsiasi cittadinanza, divisi per
categoria. JUNIOR dai 6 ai 10 anni e BIG per ragazzi e adulti senza limiti di
età.
L’occasione di mostrare al pubblico e agli addetti ai lavori il proprio talento.
L’occasione per regalare a tutti le emozioni che solo la musica riesce a
dare; testimone di momenti importanti della nostra vita, compagna della
nostra quotidianità, alleata delle nostre passioni, capace di mettere a
soqquadro il silenzio che abbiamo dentro.
L’occasione per il vincitore di partecipare gratuitamente alla fase
Accademia e Selezione dei Semifinalisti della ’57 edizione del festival
“CASTROCARO”.
L’occasione di raccogliere fondi per l’acquisto di un pianoforte a
mezzacoda che l’Associazione Culturale “THEATRE 4 YOU” destinerà alle
varie attività artistico-culturali.
L’occasione di aiutare, con il ricavato dell’evento, l’associazione “NOI CON
LORO”, Onlus che si occupa della riabilitazione dei bambini bielorussi colpiti
dalla tragedia di Chernobyl.
L’appuntamento con il talento è per i primi giorni di maggio. Libera la tua
voce!
43 anni fa nasceva, proprio oggi, uno di quegli
artisti che negli anni si sarebbe guadagnato l’etichetta di Re Mida del rap.
Era il 1969 e nel quartiere di Harlem, New York, un
quartiere non propriamente tranquillo, Janice, giovane modella statunitense, dà
alla luce Sean John Combs, meglio conosciuto nel mondo
della musica con i mille pseudonimi di Puff Daddy, P. Diddy , Niddy, Faun John, Diddy e Puffy.
A soli 2 anni Combs perde il padre in un assassinio, è da quel momento
che la madre decide di farlo crescere altrove. Direzione Mount Vernon.
E’ sorprendente
Sean. Fin da adolescente dimostra talento per la musica e spiccate doti
manageriali: dopo uno stage all'Uptown Entertainment, a soli 19 anni è già
responsabile dell'A&R, il dipartimento che si occupa a trovare nuovi
talenti.
Nel 1991 si
ritrova a plasmare le carriere di artisti come Mary J. Blige e Jodeci, produce
la loro musica ma soprattutto influenza la loro immagine pubblica,
avvicinandola all'immaginario urban. S’inventa un nuovo genere musicale, l'hip
hop-soul, destinato a consolidarsi nel giro di pochi anni.
Dopo due anni
fonda la sua label personale, la Bad Boy Entertainment, inizialmente con due
soli artisti: Craig Mack e Notorious B.I.G., suo amico e
collaboratore di vecchia data.
Dopo il successo
multiplatino dell’album “Ready to die” di Notorious B.I.G., una folta schiera
di artisti affermati ed emergenti cerca il nuovo guru, chiedendogli consigli e
produzioni: Mariah Carey, TLC, SWVLil' Kim e Usher
non sanno resistere al ‘tocco di Puffy’ e lo vogliono nei loro video musicali.
Per restare in
termini di musica, la vita di Sean è un mashup di eventi. Da una parte il
luccichio delle paillettes sotto i riflettori, dall’altra il suono sordo delle
pistole che, nell’era della faida East Coast vs West Coast, uccideranno gli
amici di sempre Tupac, Notorious B.I.G. e Yaki Kadafi.
Tra i momenti di
ombra continuano però a farsi spazio momenti di luce e di crescita. A fare la
fila per una collaborazione con P. Diddy si aggiungono artisti del calibro di
Busta Rhymes, Snoop Dogg, Missy Elliott, Christina Aguilera, Will.I.Am e
Pussycat Dolls.
Qualsiasi cosa
tocchino le mani di Sean diventa oro. Ovviamente non si lascia scappare (come
del resto ultimamente fanno molti artisti statunitensi) l’occasione di creare
una propria linea d’abbigliamento, ennesima testimonianza della bravura e
dell’astuzia imprenditoriale di questo giovane uomo che ad oggi con un
patrimonio di 500 milioni di dollari è uno dei rapper più ricchi del mondo.
Tante le collaborazioni, tanti i lavori dietro le
quinte, che magari molti di noi non conoscevano nemmeno, ma soprattutto tanti i
premi e i riconoscimenti per quello che è stato il lavoro più conosciuto e
apprezzato.
Era il 1997, anno della morte dei suoi amici, lui cantava insieme a
Faith Evans “I’ll be missing you”, basata sulla melodia del brano "Every Breath
You Take" del 1983
dei Police.
Il singolo ha esordito negli Stati Uniti
direttamente alla posizione numero uno nella classifica Billboard Hot 100
rimanendoci per ben 11 settimane, un risultato che possono vantare non molti
brani.
La canzone è inoltre rimasta l'unica di un rapper uomo a debuttare in
vetta alla classifica statunitense fino a "Not Afraid" di Eminem tredici anni dopo.
Il singolo riscosse grande successo in tutto il mondo, arrivando alla
posizione numero 1 di moltissime classifiche tra cui quella britannica, quella
olandese, quella tedesca, quella svizzera e quella italiana.
"I'll Be
Missing You" è inoltre il singolo di maggior successo del 1997 proprio in Italia.
Alzate al massimo
il volume delle cuffie e godetevi questo remake d’eccezione.
Pubblico di frequente post
riguardanti cantanti in occasione della data del loro compleanno e non posso
esimermi dal farlo per una delle cantanti degli ultimi tempi che proprio negli
ultimi tempi ho apprezzato di più.
Amy Winehouse. Ragazza londinese
dall’animo fragile. Genio impeccabile che ha scosso il mondo musicale nel
profondo.
Nasce il 14 settembre del 1983 a
South Gate, North London, ultima di due figli Amy ha scoperto molto presto di
essere un’artista. Ha frequentato la Sylvia Young Theatre School e poi la
prestigiosa Brit School.
Ha ricevuto la sua prima chitarra a
13 anni e ha iniziato a scrivere musica un anno dopo.
Nel 2003 esce il suo primo album
“Frank” il nome del suo idolo Sinatra, ma anche un messaggio “frank”, sincero,
franco. La critica la acclama.
Tutto ciò che accade nella vita dà
ad Amy ispirazione, ma la cosa che le interessa di più è il rapporto tra due
persone e “…quanto questo rapporto a volte possa incasinarsi quando altre cose
entrano nell’equazione” spiega lei stessa.
Canta da londinese su suoni
americani Amy, si nutre di jazz, per lei non esiste altra musica a parte
l’hip-hop.
Nel 2006 arriva Back to Black, la
sua voce raggiunge l’anima e i numeri parlano: 2° nella Billboard Hot 100 per
78 settimane.
Nonostante il tenore della sua vita
adoro questa donna. Poetessa moderna, coraggiosa paladina dei sentimenti,
rappresentante senza filtri dell’amore al femminile.
Racconta Amy, “non ho mai pensato
che la mia voce fosse speciale o diversa…Non ho mai voluto fare la cantate lo
ero e basta avrei voluto fare la giornalista o qualcosa di simile…cantare non
mi sembrava niente di speciale”
Tony Bennet disse di lei: ci sono Sarah Vaughan, Ella Fitzgerald e Amy
Winehouse. Poi le altre.
Buon compleanno Amy.
Love is a losing game, uno dei pezzi che credo la rappresenti di più.
Dopo la puntata di stasera che verso le 18.00 ha visto protagonista in onda Davide Van de Sfroos, ho deciso di inaugurare un'altra sezione del blog, quella delle interviste ai vostri big.
Oggi Davide è stato ai nostri microfoni per annunciare la sua data di domani al PalaPhenomenon di Fontaneto.
Per tutti gli appassionati l'appuntamento è domani sera 14 settembre al Phenomenon Music Club.
Per tutti i suoi fan: godetevi l'intervista, buon ascolto!
Dotata di una voce del tutto peculiare, Macy Gray è
una delle più interessanti protagoniste del nuovo soul statunitense.
Proprio
quella sua voce strozzata per la quale fin dall'infanzia nel natio Ohio veniva
presa in giro ogni volta che apriva bocca, ha reso oggi Macy Gray una delle più
singolari cantanti del rhythm'n'blues americano.
Lei
stessa raccontò "Quand'ero piccola, ogni volta che parlavo c'era sempre
qualcuno che mi faceva il verso. E così smisi di parlare in pubblico a meno che
non fosse assolutamente necessario. Mai e poi mai avrei pensato di fare un
giorno la cantante".
E
invece eccola qui, nel suo più grande successo “I Try”.
Era
il 2000 e con questo pezzo raggiunse la 1° posizione per ben 26 settimane della
Billboard Pop Songs e la 6° posizione della Billboard Hot 100 per 27 settimane.
La piccola sin dai primi anni di vita viene allevata
a ritmo di musica, il padre suona la chitarra e canta per lei.
Durante gli anni del liceo, dopo
aver già sperimentato con una certa dovizia differenti tipologie di
stupefacenti, la giovane Alecia mette in piedi la sua prima band ufficiale la
“Middleground Band” la quale però non ottiene grandi riscontri di pubblico.
Gli anni da teenager, si sa, sono i
più delicati e in particolare nella vita di Alecia accadrà qualcosa che col
senno di poi lei ricorderà col sorriso, considerando la “fortuna” che le portò
quell’avvenimento.
Come tutte le ragazzine tiene un
diario. Un giorno una compagna decide di strapparne le pagine e di affiggerle
sugli armadietti della scuola. Il viso della brufolosa Alecia diventa rosa per
l’imbarazzo, tanto da valergli il soprannome di Pink. In seguito P!nk.
Buon compleanno alla Fuckin’ Perfect
Girl!
Doppio tributo alla Pink Lady.
Uno dei video che rappresenta di più
la sua personalità che potrebbe essere una via di mezzo tra il personaggio di
un cartoon e un componente degli Offspring:
E il video di una rivisitazione di Lady Marmalade con una Pink dalla folta e sexy chioma rosa, colore di capelli che l’ha contraddistinta nei suoi primissimi anni di carriera: