domenica 21 ottobre 2012

CHE FINE HANNO FATTO?: GABIN


Alcuni dei protagonisti del “Che fine hanno fatto?!” di questa settimana sono stati i Gabin.
Ecco il post per chi si fosse perso la puntata.

L'originale Gabin attore francese degli anni ’30-’40 avrebbe ridacchiato ironicamente se gli fosse stato detto che mezzo secolo dopo il suo periodo di massimo splendore, due musicisti italiani avrebbero utilizzato il suo nome per firmare progetti di musica lounge.
Ma se avesse ascoltato la musica, avrebbe capito. E’ una musica indubbiamente elegante, esattamente quello che ti aspetteresti di sentire in un caffè parigino o un club cena.
I Gabin. Loro sono Filippo Cary e Max Bottini. Cary è un DJ romano. Bottini, un bassista jazz, che ha trascorso l'ultimo decennio degli anni ’90 esibendosi con artisti del calibro di John Scofield e Billy Coghan.
Insieme, hanno creato un jazz-electro-lounge, un genere ibrido, difficile da classificare, ma facile alle orecchie.
Hanno debuttato discograficamente nel 2002 con l’album Gabin, dal quale sono estratti singoli come Sweet Sadness, La maison e come quello che riascoltiamo tra un attimo.
Grazie a questo pezzo il duo spopola innanzitutto in italia: radio, spot pubblicitari, video in rotazione sulle tv musicali, stacchetti delle veline di “Striscia”, un pezzo che in Italia diventa un tormentone. Destinato a fare altrettanto anche in Europa.
É un pezzo d’annata, una chicca di Duke Ellington, che, per chi non lo sapesse, è uno dei più importanti compositori della storia del jazz. Ovviamente I Gabin l’hanno rivestito di moderni groove elettronici.
Il titolo? Onomatopeico direi... 


Doo Uap, Doo Uap, Doo Uap


CHE FINE HANNO FATTO?
Verso la fine del 2002, l’album Gabin è uscito anche negli Stati Uniti, a dir la verità non ha eguagliato i risultati europei ma ha riscosso comunque ottime recensioni e una buona dose di Play Radio ha contribuito a introdurre potenziali fans negli States.
Nel 2004 hanno pubblicato un secondo album, Mr. Freedom, accompagnato da un omonimo singolo. Questo singolo è stato utilizzato come colonna sonora per i film I fantastici quattro (2005) e Sex Movie in 4D (2008).
Il 5 marzo 2010 è uscito il loro terzo album, Third and Double, costituito da due CD, uno interamente interpretato e gestito da Cary a l’altro interamente interpretato e gestito da Bottini, pubblicato per la Universal. È stato anticipato dal singolo Lost and Found, brano al quale ha partecipato Mia Cooper per la parte vocale.


Discografia
Album
2002 - Gabin
2004 - Mr. Freedom
2010 - Third and Double

sabato 20 ottobre 2012

L’EROTISMO E’ ANCORA PROTAGONISTA NELLA CLASSIFICA DEI LIBRI PIÙ VENDUTI E SCARICATI DELLA SETTIMANA.


E’ partito mercoledì il primo appuntamento con la nuova rubrica dedicata ai libri di “MANUale di…”. Diversi interventi durante la puntata in cui, in compagnia Valentina Oioli, si chiacchiera appunto di libri.
Sbirciando tra le prime cinque posizioni della classifica stilata da http://www.corriere.it/cultura/libri/#classifiche, tre di queste sono ancora occupate da E.L. James.
Per tutte quelle persone a cui questo nome non dice nulla credo sia sufficiente ricordare il titolo del suo primo libro e sono sicura che vi riporterà alla mente un articolo letto su Libero, un dibattito radiofonico, piuttosto che una puntata della D’Urso a Pomeriggio Cinque, che sicuramente ne avrà parlato. 
Il titolo in questione è “50 sfumature di grigio”, prima uscita della trilogia partorita da questa donna della tv londinese.
Ebbene la James, con questo trittico di lavori, detiene ben tre delle prime cinque posizioni che abbiamo considerato.
L’argomento della rubrica non poteva che essere quello dell’erotismo e di quali fonti interessanti possa offrire la narrativa in materia.
Se amate il genere o comunque se avete scoperto di amarlo dopo aver letto le 50 sfumature può fare al caso vostro “IL DELTA DI VENERE” di Anais Nin.

Una raccolta di racconti a sfondo erotico, ma che a differenza di “50 sfumature di grigio” permette al lettore di entrare in un’atmosfera decisamente più intensa, più carica di emozioni. Di sesso se ne fa ed anche tanto, ma grazie all’eleganza e alla raffinatezza di penna della Nin, non si rinuncia alle tipiche sensazioni avvolgenti che solo un genere come il romanzo sa offrire.

Per chi invece ricerca contenuti senza freni l’alternativa potrebbe essere “JUSTINE” del Marchese De Sade.
La storia cruda e violenta di una vita tormentata, scabrosa, inclemente come quella di Justine. Giovane ragazza francese che ostinandosi a proteggere le sue virtù, dopo una serie di disavventure, si ritroverà a scoprire quanto nella realtà questi sforzi di salvaguardia dei valori morali siano stati totalmente vani.
Sesso, violenza, sofferenza e tanta riflessione in un libro impegnativo che inevitabilmente ti porta a pensare.
Una meravigliosa citazione di De Sade spiega alla perfezione il senso che lo stesso Marchese ha voluto dare al racconto:
“La virtù non conduce ad altro che all'inazione più stupida e più monotona, il vizio a tutto ciò che l'uomo può sperare di più delizioso sulla terra”.
Un grazie (che da qui in poi rivolgerò sempre) a Valentina Oioli che ha condiviso con noi i suoi pareri sui libri citati e che quindi mi ha permesso di mettere nero su bianco quello che è stato l’appuntamento dello scorso mercoledì.
Buona lettura e alla prossima settimana con la rubrica libri!

giovedì 11 ottobre 2012

COSA NON SI FA PER FARSI CHIAMARE DOTTORE!

La curiosità è partita da una delle notizie che ho commentato stasera in onda:
*La showgirl Justine Mattera (ex "moglie" di Paolo Limiti) ha rivelato
 di aver frequentato un corso di "sesso orale " a Roma.
 Per
giustificare tale uscita, la bionda sosia di Marilyn Monroe ha detto che queste sono cose di ordinaria amministrazione negli Stati
Uniti, nazione di sua provenienza.
"Io sto con mio marito da 10 anni, ci sarà una ragione"*
Ovviamente l’argomento della serata non poteva scadere totalmente sull’apprendimento della giusta tecnica di fellatio della Mattera e allora via al tema dei corsi più strani mai indetti e mai frequentati. Ed ecco che, anche grazie al vostro prezioso contributo da ascoltatori, sono venuta a conoscenza di corsi e facoltà di laurea veramente curiosi!!
Da Padova arrivano le Scienze del fiore e del verde, a Torino ritengono necessario un corso di Scienze del turismo alpino, da Campobasso arriva l’incomprensibile corso di Informatica Umanistica, nella culla del Rinascimento c’è una facoltà dedicata allo studio del legno e una al bene più prezioso della vita, l’acqua.
Ma le curiosità più incontenibili le scatenano le idee che arrivano da oltreoceano (anche oltre Manica per la verità), tanto per cambiare.
Nel 2006 in alcune università inglesi e americane nasce un corso dedicato alla Parapsicologia, per tutti coloro che intendono studiare i fantasmi e il paranormale.
Nel 2008, negli USA, nasce invece un corso di laurea dedicato al campione di calcio David Beckham.
E se in Australia prende avvio un corso universitario di “Filosofia in ufologia”, alla Georgetown University gli studenti potranno invece seguire un corso su “Star Treck e filosofia”.
Verso fine 2010, l’Università del South Carolina ha pensato di dedicare un corso dedicato alla stella del pop Lady Gaga, come non gioire del fatto che gli studenti si potranno laureare in “ladygagaismo”??!! Ma non dimentichiamo che - sempre negli USA - si possono trovare corsi di facoltà di “studio del pene”, “cyberfemminismo” e di “musica omosessuale“.
Non poteva mancare anche la laurea in “Secolarismo“, ideata in questi giorni dal Pitzer College, in California. Ne dà notizia in Italia il quotidiano Il Foglio, commentando che non è ancora chiaro cosa potrebbero diventare gli studenti laureati in “Secolarismo”.
Ecco dunque creato l’ennesimo corso, dopo “Golf management”, “Astrobiologia”, “Ittologia”, per tentare, a quanto si legge, di contrastare l’inarrestabile fenomeno dell’abbandono degli studi dopo il liceo, che sembra dominare il panorama occidentale.
Meno male che noi ci fermiamo al corso di tre anni dedicato all‘Igiene e Benessere del Cane e del Gatto, presso l’Università di Bari.

domenica 7 ottobre 2012

"OH! A TEATRO CI SONO I COMICI DI COLORADO"

L’idea di battezzare anche una sezione recensioni nel blog mi è venuta stamattina dopo la serata di ieri.
Sono stata invitata a vedere lo spettacolo di tre comici di Colorado al Teatro Rosmini di Borgomanero. Quel “sono stata invitata” non è scritto a caso e non è nemmeno utilizzato per fare la sostenuta della situazione, ma è volutamente adoperato per far sapere che io, in tutta sincerità, di mia sponte, non sarei mai andata a vedere uno spettacolo la cui locandina recasse appunto la scritta “I comici di Colorado”  o qualcosa di simile.
Non ho mai apprezzato la comicità proposta da questo programma TV, è uno spettacolo che ho tentato di vedere ma che non ha mai attratto la mia attenzione o il mio interesse; per farvi capire nel concreto cosa intendo mi basta dirvi che nelle stagioni prive di palinsesto piuttosto che vedermi le repliche di Colorado su Mediaset Extra, mi guardavo dei giovani Pippo Franco e Natalia Estrada in “La sai l’ultima?” su La 5…
Ebbene, io dopo la serata di ieri ringrazio l’amica Francesca (colpevole dell’invito) in compagnia della quale mi sono goduta due ore e mezza di piacevolissimo e spassoso cabaret.
Un Max Pieriboni amichevole, confidenziale, confortante. 120 Kg per 1,90 mt di divertimento, spirito, acuta ironia. Max e il suo cabaret della gente, “fatto dalla gente” come dice lui stesso.
Forse data la stazza in questo caso dire “un animale da palcoscenico” potrebbe anche risultare offensivo J, ma insomma un one man show. (http://www.maxpieriboni.it/)
Un Francesco Rizzuto ennesimo rappresentante degli italiani del sud, ma, a differenza di altri, originale e non scontato.  Francesco e la sua panzotta ben visibile grazie alla canottiera bianca attillata e alla cintura dei jeans allacciata poco sopra i gioielli di famiglia; una comicità sottile e mai offensiva. (http://www.francescorizzuto.it/)
E poi c’è lui, la novità dell’edizione di quest’anno, Andrea Viganò, in arte Pistillo, classe 1978, giacchetta da frak, bermuda neri, cravattino rosso e scarpette stile “padrino” bianche e rosse. Attore, fantasista, mimo, clown performer.
Un concentrato di eleganza e abilità che faceva da intermezzo tra i monologhi degli altri due. Con un solo oggetto e qualche effetto musicale, ad ogni uscita era in grado di ricreare molteplici situazioni, lasciando tutti a bocca aperta per perfezione di movimenti e coordinazione. (http://www.andreavigano.com/)
Insomma uno spettacolo di cabaret da gustarsi a 360° tra fotografie della quotidianità di oggi e momenti di fantasia e di arte allo stato puro.
Se capita dalle vostre parti fateci un salto, ve lo dice una che solo a leggere la locandina non ci sarebbe mai andata…